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Marta Weiss scrive una dedica per Luce. Sotto si intravede una rivista che la ritrae da giovane |
Pensavo che incontrare Marta Weiss fosse solo un sogno irrealizzabile, un po' come quello di Julie Powel che non riuscì mai a coronare il desiderio di abbracciare la sua paladina Julia Child (vedi Julie & Julia). Nel mio caso, invece, è stato magicamente diverso. Mi è bastata una telefonata e pochi giorni dopo ero già seduta su una sedia di casa sua. Marta Weiss viene definita la nonnina vegan per antonomasia. 88 anni, vegetariana da quando ne aveva 15. Vegana da oltre 40. Con tutta probabilità è la prima donna ad essere diventata vegan in Italia. Ci accordiamo per un incontro sabato pomeriggio e così, sotto il picco del sole di una afosissima Milano, lascio Luce a casa con il papà e mi metto alla guida dell'auto. Città Studi non è lontanissima da casa mia. In 15 minuti sono già da lei.
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Il cortile della sua abitazione |
Marta abita in una casa tranquilla che si affaccia su un grande cortile interno. Quando mi ritrovo davanti alla sua porta, con una pianta di fiori in mano, mi sento emozionata!

Chi mi apre è una Signora d'altri tempi. Una retina in testa per raccogliere i capelli. Un velo di rossetto sulle labbra. Marta ha un non so che di regale. Sembra uscita da una fotografia degli anni 20 dove tutto aveva un sapore di autenticità. Noto subito la sua pelle perfettamente candida e liscia - tipica di chi è vegan ;) - Capisco subito che Marta ha modi eleganti, ma anche molto schietti. Osservando la mia pianta di fiori gialli, mi ringrazia, ma obietta che non accetta mai regali da nessuno e che avrei dovuto riportarla via. Mi accoglie in una grande stanza con la tavola apparecchiata per due. Avevo sentito dire che accoglie i suoi ospiti con succo di frutta e dolcetti ripieni di frutta (ovviamente tutto vegan). Lo stesso trattamento è riservato a me ;) Mi siedo e attorno a noi scorgo pochi oggetti: una macchina da cucire, dei libri e due foto in bianco e nero appese al muro: sua madre e suo padre. Con gentilezza mi chiede di cosa vorrei parlare, estraggo un taccuino sul quale mi ero segnata alcune domande. Questo è ciò di cui abbiamo parlato:
Marta Weiss ha 88 anni, è di origine ungherese e suo padre fu il primo ad importare in Italia il lecca lecca ed i primi preparati per i gelati confezionati. Marta è ebrea. Ha tanti ricordi della guerra. La sua famiglia scappò in Svizzera aiutata da un contrabbandiere ed una volta alla frontiera riuscì a valicare il confine grazie ad un finanziere italiano che tagliò la rete di sicurezza. In Israele, mi racconta, la Guardia di Finanza Italiana ha ricevuto una medaglia d'oro per aver aiutato tanti ebrei. Una volta in Svizzera si recò in un campo-profughi. Ognuno avevo un ruolo preciso, il suo fu quello di lavorare in cucina. Sempre in periodo di guerra, Marta conobbe Francis, un ragazzo ungherese, ebreo, vegetariano dalla nascita. Il loro fu un un grande amore. Un amore che si interruppe tragicamente quando Francis fu deportato in un campo di sterminio nel quale trovò la morte. Grazie a lui Marta conobbe il vegetarismo, ma mi confessa che divenne vegetariana solo dopo due anni da quella tragica scomparsa. Marta aveva solo 15 anni.
"Ognuno di noi ha un proprio destino", mi dice. "Che Francis fosse vegetariano fu solo un caso. Credo che sarei diventata vegetariana comunque".
I genitori, soprattutto la madre, cercarono di ostacolare questa scelta alimentare.
"Mia madre organizzò addirittura un viaggio in montagna con una mia cugina che avrebbe dovuto dissuadermi in quella scelta. Ma io ero figlia unica e come tutte le figlie uniche ero testarda, viziata! Nessuno riuscì mai più a farmi cambiare idea."
Mi racconta che dopo la morte di Francis e la fine della guerra, boicottò per moltissimi anni i prodotti tedeschi.
"Chissà, forse sono stata l'antesignana di questa forma di protesta", mi dice riferendosi al moderno boicottaggio di certi generi di consumo.
Nella sua vita ha avuto solo quattro fidanzati.
"Dopo la mia scelta vegetariana non sarei mai più riuscita a stare con un fidanzato onnivoro. Questo complicava molto le cose. E' difficile trovare un vegetariano oggi, si immagini allora!"
Marta (che mi dice di aver desiderato a lungo di creare una famiglia ed avere dei figli) arrivò persino a mettere delle inserzioni per trovare il "ragazzo vegetariano giusto per lei", ma "quando ero giovane", continua "ero un po' superficiale. Se un uomo non mi piaceva fisicamente...lasciavo perdere subito. Non gli davo nemmeno l'occasione di un secondo incontro!" mi racconta divertita.
"E poi, diciamoci la verità. Spesso ci sono presone che si professano vegetariane o vegan, ma poi sono un concentrato di cattiveria con la gente. Essere vegan non vuol dire essere buoni solo con gli animali o con l'ambiente, ma anche con le persone".
Marta segue un corso di figurinista, ma il padre la convince a lavorare nella sua azienda di preparati per gelati dove lavorerà per tutta la vita. Quando le chiedo se a causa della sua scelta vegetariana ha dovuto scontrarsi con la critica della gente, lei risponde sollevando le spalle e accigliando la fronte: "Uff...bisogna fregarsene della gente. Io non ho mai ascoltato nessuno! Qualche volta mi capita di parlare con ragazze vegane che non si truccano per non usare cosmetici testati su animali. Mi dicono di essere spesso criticare per il loro aspetto non proprio alla moda. Io dico loro che bisogna fregarsene della gente e di quello che pensa e fare solo ciò in cui crediamo veramente."
Da circa 40 anni Marta è diventata vegana! Incomincia una vita di attivista, scrive un opuscolo dal titolo "Siano uomini o belve?" - scaricabile dal sito Fotum Etici - e lo distribuisce ad ogni convegno a cui partecipa.
"Non sono d'accordo nemmeno su chi tiene i cani nelle proprie abitazioni! I cani discendono dai lupi, dovrebbero vivere in libertà, nelle campagne!" Penso al mio Cochise che starà ronfando bellamente a casa, ai piedi di Luce. Ma per pudore non le dico niente!
Marta scrive ogni giorno a medici, televisioni, giornali, affinché si parli dei benefici della dieta vegana e dell'inutilità dell'uccisione di tanti poveri animali. Tutte le persone che contatta le danno ragione, ma purtroppo il riscontro mediatico della questione rimane minimo. Le chiedo come mai, secondo lei, seppur la scelta vegetariana e vegan stia prendendo appiglio, stenti a decollare.
"Ho una mia teoria sa?" mi dice. "Non ha notato che in televisione si pubblicizza di tutto tranne alimenti specifici per i vegan? Se i produttori di Seitan, Tofu, dessert vegetali, li pubblicizzassero in televisione, io sono sicura che tutti capirebbero l'importanza di essere vegan e capirebbero quanto gli alimenti di origine animali siano dannosi per la salute e per l'ambiente e come sia assolutamente non necessario ammazzare animali così crudelmente".
Mi racconta che per 5 anni ha vissuto in Israele ad Amirim, un villaggio interamente vegan, fondato nel 1950.
Quando mi chiede se sono vegetariana o vegana - e io le rispondo che sono vegana - mi guarda stupita.
"Ma lo sa che è troppo magra per sembrare una vegan?"
E così mi enuncia una sua seconda teoria:
"Guardi me. I vegan hanno una struttura ben consolidata! In natura, tutti gli animali erbivori sono ben piazzati. Le mucche, i panda, gli elefanti..."
Sono sincera, di questa cosa che i vegan sono "ben piazzati" come dice lei, ne avevo già sentito parlare. Discutiamo insieme cercando una possibile spiegazione scientifica...ma non ci riusciamo :(
Proseguo facendole domande un po' più personali e così mi rivela che la sua alimentazione è molto semplice. Ogni giorno mangia o Seitan o Tofu. Le sue insalate sono semplicissime, quasi sempre pomodori e lattughino. Non ama molto cucinare e quindi la sua alimentazione vegan si avvicina molto al crudismo. Ora che fa un po' fatica a camminare per colpa dell'artrosi - Ah, se fossi diventata vegan da subito sono certa non avrei di questi problemi! - ci sono diverse persone che si occupano di lei.
Marta è piena di inventiva e di voglia di fare. Ha creato un piccolo marchingegno che serve a non fare aggrovigliare il filo dell'auricolare del cellulare e me lo mostra orgogliosa.
Crede in Dio e da buona ebrea l'unico giorno che dedica al riposo è il sabato. Legge un po' di tutto, ma è abbonata alla rivista Vivere in armonia.
Mi confessa sorridendo che c'è un "ragazzo" ebreo di 90 anni che le fa la corte. Ogni tanto la comunità ebraica di Milano manda alle persone anziane dei pulmini per organizzare piccoli eventi di aggregazione e questo "ragazzo" le ha chiesto un incontro diverse volte.
"Pensi che l'ho conosciuto in quel rifugio profughi in Svizzera! Sono già due volte che gli do buca sa? Non è troppo bello e poi...non è nemmeno vegan!".
Le chiedo di poterle fare una foto, ma non se la sente.
"A chi vuole che interessi più la mia faccia? Non sono più così bella". Allora le chiedo di poter fotografare almeno le sue mani mentre scrive una dedica per la mia bambina.
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La dedica di Marta Weiss per Luce |
"SE L'UMANITA' NON SI NUTRISSE DI ANIMALI MANSUETI UCCISI, NON VI SAREBBERO NEMMENO GLI ASSASSINI DEGLI ESSERI UMANI.
MARTA WEISS, PER LA PICCOLA LUCE"
Grazie Marta!