martedì 3 luglio 2012

Dressing Salad al burro di mandorle e succo di lime



Ero molto combattuta sul nome da dare a questo Dressing Salad, tanti sono gli elementi che lo compongono e tanti gli aromi e i profumi che vi si possono sentire. E' un condimento "felice". Questa è stata la prima impressione che ho avuto quando l'ho assaggiato. Felice, perché essere vegan è un atto d'amore molto lato che spesso - secondo me - deve andare oltre alla tutela dell'ambiente e ad un vivere etico ed animalista. Per me "vegan" è un atto d'amore anche e soprattutto per noi stessi, amore per la vita che abbiamo scelto di vivere. Ecco, questo condimento - semplice, ma se vogliamo, anche complesso - ne è una piccola rappresentazione. Alzi la mano chi di voi, nella preparazione di alcuni piatti, non ha mai dovuto rinunciare a certi aromi ed ingredienti perché figli, marito, nonna o cugino, non li avrebbero mai apprezzati!? Rinunciare....quante volte lo abbiamo fatto? Ebbene, questo profumatissimo condimento ricco di sapori, vuole essere un inno alla vita ed un gesto d'amore per le prime persone che dobbiamo imparare ad amare: noi stessi. Ovviamente sto parlando prevalentemente per me...magari i vostri amici o parenti non hanno mai storto il naso davanti a 4 spicchi d'aglio da mangiare crudi ;)
Enjoy!

Ingredienti:
- Il succo di 3 Lime
- 230 g circa di acqua depurata con la brocca
- La polpa di 1 avocado bello maturo
- 3/4 cucchiai da tavola di burro di mandorle
- 3/4 fettine sottili di zenzero
- 4 spicchi d'aglio
- 20 foglie di menta
- 2 cucchiai da tavola di Tamari
- 6 datteri senza nocciolo
- 1 cucchiaio da tavola di pepe rosso in grani
**Vale per 4 abbondantissime porzioni. Considerate che questo condimento deve essere usato generosamente, innaffiando abbondantemente le vostre insalatone. La parte in eccesso può essere monoporzionata e congelata.**

Ingredienti 1
Ingredienti 2
Versate in un capiente mixer l'acqua e metteteci in ammollo i datteri per almeno un'ora. Aggiungete il resto degli ingredienti e frullate.

Il mixer deve essere molto capiente





sabato 30 giugno 2012

Mousse di cocco e cioccolato



Questa è una ricetta semplicissima che richiede però - e ci aggiungo anche un ahimè - un po' di fortuna. Sì, perché molto dipende dalla marca del latte di cocco che andremo a usare. Mi spiego meglio. Il principio è semplicissimo. La lattina di latte di cocco va tenuta una notte intera, aperta, nel frigorifero. L'indomani vi troveremo dentro - e qui la fortuna è d'obbligo - una bella spuma densa e cremosa. Ma bella bella eh? Della stessa consistenza di un milkshake....anche più solida.
Purtroppo questo non accade sempre e non credo dipenda solo dalla temperatura esterna e interna al frigorifero. Credo dipenda anche dalla marca. Io ho usato quella della Biona Organit e dopo diversi insuccessi (confesso...stavo per arrendermi!!), questa notte è accaduto il miracolo :) Al mio risveglio ho trovato una mousse densissima e morbida, la si poteva mangiare a cucchiaiate!

Il latte di cocco trasformato in una mousse molto densa


Da qui a creare una mousse cioccolatosa, il passo è brevissimo! Si versa la mousse di cocco in una ciotola e gli si aggiungono dentro cucchiaiate di cacao a piacere ;)
Qualche goccia di Stevia e poi si amalgama il tutto con una frusta. Non occorre lavorarla troppo, in pochi secondi è pronta!


Credetemi, è slurpissima!!

venerdì 29 giugno 2012

Fragole coperte di yogurt vegetale...ghiacciate



Questo è un salutare e rinfrescante snack da gustare magari la sera, seduti sul terrazzino, quando si ha voglio di qualcosa di sfizioso, ma fa davvero troppo caldo per desiderare di mangiare qualunque altra cosa:

"Fragole coperte di yogurt vegetale....e poi ghiacciate".


Il procedimento è semplicissimo. Si prendono dei grossi fragoloni succosi e profumati e dopo averli sciacquati e tolto le foglioline, si immergono in abbondante yogurt vegetale. Io ho usato quello di soia alla vaniglia (goduriosooo!!), ma potete usare quello che preferite - purché vegan ;)
Poi si mettono su un piatto o una teglia ricoperti con carta da forno e si lasciano congelare in freezer.
Piccolo trucchetto: se volete una resa estetica ineccepibile (ok che fa caldo, ma l'occhio vuole la sua parte), una volta congelate, se vedete che lo yogurt si è spalmato bene qui, ma male là, ripetete un secondo tuffo nello yogurt e riposizionate in freezer ;)
Enjoy!!

mercoledì 27 giugno 2012

Stecco Gelato alla menta e cioccolato



Da quando il nido è terminato e posso trastullarmi con la mia Luce, tutto si trasforma in divertimento; anche leccare la maniglia del baby-carrello del negozio bio! (aiutoooo!!)


Scherzi a parte (anche se il carrello lo ha leccato veramente :(, in questi giorni fa davvero troppo caldo! Urge un gelatino :) Meglio se bio...ancor meglio se fatto in casa....super meglio se completamente vegan :)
Pronti? Si parteeee:

Ingredienti:
- 220 gr di yogurt di soia alla vaniglia
- 2 tavolette di cioccolato al 70% bio
- gocce di Stevia q.b. (o altro dolcificante liquido naturale)
- gocce di estratto di Menta Piperita q.b (accertatevi che sia assolutamente bio, non fidatevi di quello comprato "in giro")
- gocce di estratto di Vaniglia (o vaniglia in polvere) q.b
- 1 pizzichino microscopico di sale
- 15 o 20 grammi di spinaci sbollentati o cotti al vapore
- Formine per il gelato o bicchierini nei quali inserirete uno stecco

Menta Piperita, Stevia, Vaniglia
Yogurt di soia alla vaniglia più qualche foglia di spinaci (alla sinistra)
Cioccolato al 70%



Il procedimento è semplicissimo. Unite tutti gli ingredienti - tranne la cioccolata - in un mixer e frullate fino a che gli spianaci si siano completamente "volatilizzati" lasciando solo il loro colore verde. Giurin guiretta che il sapore non si sentirà, li useremo solo come colorante naturale.
La dolcezza e il gusto di menta e vaniglia dipendono solo dal vostro gusto e dalle quantità che userete. Tenete solo a mente che, una volta congelato, il sapore finale sarà meno dolce di quello iniziale. Ricordatevene, quindi, quando verserete la Stevia o un altro dolcificante liquido naturale (consiglio prettamente personale, siate generosi col dolcificante!!). Una volta che lo yogurt "verde" sarà bello che pronto - vedi foto seguente - 


tenetelo da parte e procedete a sciogliere la cioccolata a bagnomaria.

Chiedo venia, ho fotografato il tegamino solo dopo aver usato la cioccolata :(

Riempite gli stampini di cioccolata fino alla loro metà e poi versateci sopra lo yogurt verde fino a riempirli completamente. Inserite gli stecchi e riponete nel freezer.



Buon gelato vegan ;)

martedì 19 giugno 2012

Un pomeriggio con Marta Weiss, nonna vegan.

Marta Weiss scrive una dedica per Luce.
Sotto si intravede una rivista che la ritrae da giovane

Pensavo che incontrare Marta Weiss fosse solo un sogno irrealizzabile, un po' come quello di Julie Powel che non riuscì mai a coronare il desiderio di abbracciare la sua paladina Julia Child (vedi Julie & Julia). Nel mio caso, invece, è stato magicamente diverso. Mi è bastata una telefonata e pochi giorni dopo ero già seduta su una sedia di casa sua. Marta Weiss viene definita la nonnina vegan per antonomasia. 88 anni, vegetariana da quando ne aveva 15. Vegana da oltre 40. Con tutta probabilità è la prima donna ad essere diventata vegan in Italia. Ci accordiamo per un incontro sabato pomeriggio e così, sotto il picco del sole di una afosissima Milano, lascio Luce a casa con il papà e mi metto alla guida dell'auto. Città Studi non è lontanissima da casa mia. In 15 minuti sono già da lei.

Il cortile della sua abitazione
Marta abita in una casa tranquilla che si affaccia su un grande cortile interno. Quando mi ritrovo davanti alla sua porta, con una pianta di fiori in mano, mi sento emozionata!


Chi mi apre è una Signora d'altri tempi. Una retina in testa per raccogliere i capelli. Un velo di rossetto sulle labbra. Marta ha un non so che di regale. Sembra uscita da una fotografia degli anni 20 dove tutto aveva un sapore di autenticità. Noto subito la sua pelle perfettamente candida e liscia - tipica di chi è vegan ;) - Capisco subito che Marta ha modi eleganti, ma anche molto schietti. Osservando la mia pianta di fiori gialli, mi ringrazia, ma obietta che non accetta mai regali da nessuno e che avrei dovuto riportarla via. Mi accoglie in una grande stanza con la tavola apparecchiata per due. Avevo sentito dire che accoglie i suoi ospiti con succo di frutta e dolcetti ripieni di frutta (ovviamente tutto vegan). Lo stesso trattamento è riservato a me ;) Mi siedo e attorno a noi scorgo pochi oggetti: una macchina da cucire, dei libri e due foto in bianco e nero appese al muro: sua madre e suo padre. Con gentilezza mi chiede di cosa vorrei parlare, estraggo un taccuino sul quale mi ero segnata alcune domande. Questo è ciò di cui abbiamo parlato:

Marta Weiss ha 88 anni, è di origine ungherese e suo padre fu il primo ad importare in Italia il lecca lecca ed i primi preparati per i gelati confezionati. Marta è ebrea. Ha tanti ricordi della guerra. La sua famiglia scappò in Svizzera aiutata da un contrabbandiere ed una volta alla frontiera riuscì a valicare il confine grazie ad un finanziere italiano che tagliò la rete di sicurezza. In Israele, mi racconta, la Guardia di Finanza Italiana ha ricevuto una medaglia d'oro per aver aiutato tanti ebrei. Una volta in Svizzera si recò in un campo-profughi. Ognuno avevo un ruolo preciso, il suo fu quello di lavorare in cucina. Sempre in periodo di guerra, Marta conobbe Francis, un ragazzo ungherese, ebreo, vegetariano dalla nascita. Il loro fu un un grande amore. Un amore che si interruppe tragicamente quando Francis fu deportato in un campo di sterminio nel quale trovò la morte. Grazie a lui Marta conobbe il vegetarismo, ma mi confessa che divenne vegetariana solo dopo due anni da quella tragica scomparsa. Marta aveva solo 15 anni.

"Ognuno di noi ha un proprio destino", mi dice. "Che Francis fosse vegetariano fu solo un caso. Credo che sarei diventata vegetariana comunque".
I genitori, soprattutto la madre, cercarono di ostacolare questa scelta alimentare.
"Mia madre organizzò addirittura un viaggio in montagna con una mia cugina che avrebbe dovuto dissuadermi in quella scelta. Ma io ero figlia unica e come tutte le figlie uniche ero testarda, viziata! Nessuno riuscì mai più a farmi cambiare idea."
Mi racconta che dopo la morte di Francis e la fine della guerra, boicottò per moltissimi anni i prodotti tedeschi.
"Chissà, forse sono stata l'antesignana di questa forma di protesta", mi dice riferendosi al moderno boicottaggio di certi generi di consumo.

Nella sua vita ha avuto solo quattro fidanzati.
"Dopo la mia scelta vegetariana non sarei mai più riuscita a stare con un fidanzato onnivoro. Questo complicava molto le cose. E' difficile trovare un vegetariano oggi, si immagini allora!"
Marta (che mi dice di aver desiderato a lungo di creare una famiglia ed avere dei figli) arrivò persino a mettere delle inserzioni per trovare il "ragazzo vegetariano giusto per lei", ma "quando ero giovane", continua "ero un po' superficiale. Se un uomo non mi piaceva fisicamente...lasciavo perdere subito. Non gli davo nemmeno l'occasione di un secondo incontro!" mi racconta divertita.
"E poi, diciamoci la verità. Spesso ci sono presone che si professano vegetariane o vegan, ma poi sono un concentrato di cattiveria con la gente. Essere vegan non vuol dire essere buoni solo con gli animali o con l'ambiente, ma anche con le persone".

Marta segue un corso di figurinista, ma il padre la convince a lavorare nella sua azienda di preparati per gelati dove lavorerà per tutta la vita. Quando le chiedo se a causa della sua scelta vegetariana ha dovuto scontrarsi con la critica della gente, lei risponde sollevando le spalle e accigliando la fronte: "Uff...bisogna fregarsene della gente. Io non ho mai ascoltato nessuno! Qualche volta mi capita di parlare con ragazze vegane che non si truccano per non usare cosmetici testati su animali. Mi dicono di essere spesso criticare per il loro aspetto non proprio alla moda. Io dico loro che bisogna fregarsene della gente e di quello che pensa e fare solo ciò in cui crediamo veramente."
Da circa 40 anni Marta è diventata vegana! Incomincia una vita di attivista, scrive un opuscolo dal titolo "Siano uomini o belve?" - scaricabile dal sito Fotum Etici - e lo distribuisce ad ogni convegno a cui partecipa.

"Non sono d'accordo nemmeno su chi tiene i cani nelle proprie abitazioni! I cani discendono dai lupi, dovrebbero vivere in libertà, nelle campagne!" Penso al mio Cochise che starà ronfando bellamente a casa, ai piedi di Luce. Ma per pudore non le dico niente!

Marta scrive ogni giorno a medici, televisioni, giornali, affinché si parli dei benefici della dieta vegana e dell'inutilità dell'uccisione di tanti poveri animali. Tutte le persone che contatta le danno ragione, ma purtroppo il riscontro mediatico della questione rimane minimo. Le chiedo come mai, secondo lei, seppur la scelta vegetariana e vegan stia prendendo appiglio, stenti a decollare.
"Ho una mia teoria sa?" mi dice. "Non ha notato che in televisione si pubblicizza di tutto tranne alimenti specifici per i vegan? Se i produttori di Seitan, Tofu, dessert vegetali, li pubblicizzassero in televisione, io sono sicura che tutti capirebbero l'importanza di essere vegan e capirebbero quanto gli alimenti di origine animali siano dannosi per la salute e per l'ambiente e come sia assolutamente non necessario ammazzare animali così crudelmente".
Mi racconta che per 5 anni ha vissuto in Israele ad Amirim, un villaggio interamente vegan, fondato nel 1950.
Quando mi chiede se sono vegetariana o vegana - e io le rispondo che sono vegana - mi guarda stupita.
"Ma lo sa che è troppo magra per sembrare una vegan?"
E così mi enuncia una sua seconda teoria:
"Guardi me. I vegan hanno una struttura ben consolidata! In natura, tutti gli animali erbivori sono ben piazzati. Le mucche, i panda, gli elefanti..."
Sono sincera, di questa cosa che i vegan sono "ben piazzati" come dice lei, ne avevo già sentito parlare. Discutiamo insieme cercando una possibile spiegazione scientifica...ma non ci riusciamo :(

Proseguo facendole domande un po' più personali e così mi rivela che la sua alimentazione è molto semplice. Ogni giorno mangia o Seitan o Tofu. Le sue insalate sono semplicissime, quasi sempre pomodori e lattughino. Non ama molto cucinare e quindi la sua alimentazione vegan si avvicina molto al crudismo. Ora che fa un po' fatica a camminare per colpa dell'artrosi - Ah, se fossi diventata vegan da subito sono certa non avrei di questi problemi! - ci sono diverse persone che si occupano di lei.

Una volta al mese fa la spesa presso I banchi del Sole. Le mandano un pulmino a casa con tutto l'occorrente. E' ghiotta dei dessert della Provamel e compra calzature da Le scarpe di Linus.

Marta è piena di inventiva e di voglia di fare. Ha creato un piccolo marchingegno che serve a non fare aggrovigliare il filo dell'auricolare del cellulare e me lo mostra orgogliosa.
Crede in Dio e da buona ebrea l'unico giorno che dedica al riposo è il sabato. Legge un po' di tutto, ma è abbonata alla rivista Vivere in armonia.
Mi confessa sorridendo che c'è un "ragazzo" ebreo di 90 anni che le fa la corte. Ogni tanto la comunità ebraica di Milano manda alle persone anziane dei pulmini per organizzare piccoli eventi di aggregazione e questo "ragazzo" le ha chiesto un incontro diverse volte.
"Pensi che l'ho conosciuto in quel rifugio profughi in Svizzera! Sono già due volte che gli do buca sa? Non è troppo bello e poi...non è nemmeno vegan!".

Le chiedo di poterle fare una foto, ma non se la sente.
"A chi vuole che interessi più la mia faccia? Non sono più così bella". Allora le chiedo di poter fotografare almeno le sue mani mentre scrive una dedica per la mia bambina.

La dedica di Marta Weiss per Luce
"SE L'UMANITA' NON SI NUTRISSE DI ANIMALI MANSUETI UCCISI, NON VI SAREBBERO NEMMENO GLI ASSASSINI DEGLI ESSERI UMANI.
MARTA WEISS, PER LA PICCOLA LUCE"

Grazie Marta!

venerdì 15 giugno 2012

Frittelle di Okra con crema di Daikon

Le manine di Luce pronte ad avventarsi su questo piatto
Domenica scorsa siamo andati a fare un giro a Chinatown, un quartiere di Milano in cui si possono trovare prodotti alimentari praticamente introvabili: dalla vera corteccia della canna da zucchero, al "pestilenziale" Durian, passando per Daikon giganteschi (lunghi oltre mezzo metro) ed arrivando - fra le altre cose - a zucchine cinesi, Okra e altri prodotti indefinibili e innominabili.

Luce col suo papà
Annunci made in China

Canna da zucchero e zucchine cinesi

Generi alimentari non esattamente identificati

News "orientali" vicino alla cassa
Nel mio caso specifico, trovandomi di fronte ad una cassetta di legno stracolma di Okra fresca, non ho potuto fare a meno di acquistarla. L'Okra è un ortaggio simile ad una piccola zucchina, dal gusto pieno e per nulla pungente. Ricorda molto l'asparago. A Milano non l'ho mai trovato da nessuna parte se non in alcuni negozietti di questo quartiere. Credo abbia origini africane, sicuramente tropicali e da noi si sta diffondendo principalmente nel Salento. Quando lo si taglia, fuoriesce una specie di liquido molto appiccicoso, viscido. Insomma, è un ortaggio tutto da scoprire, ma credetemi...ne vale davvero la pena!

Okra appena comprata

Ingredienti:
- 120 gr di succo di mela non zuccherato
- 120 gr di latte di soia
- 1 Cucchiaio di aceto di mele
- 150 gr di farina di grano duro
- 150 gr di farina di mais
- 1 cucchiaino di sale marino
- 1/2 cucchiaino di pepe nero
- 1/2 cucchiaino di aglio in polvere
- 1 pizzico di pepe di Caienna
- 300 gr di Okra tagliate a rondelle
- Olio extra vergine di oliva per friggere

Ingredienti 1
Ingredienti 2

Ingredienti 3
In una grande ciotola mettete il latte di soia con l'aceto per ottenere il latticello vegan. Mettete da parte qualche minuto nell'attesa che si cagli. Tagliare l'Okra a rondelle o comunque a fettine non troppo sottili.


Versarle nel latticello e lasciarle impregnare per bene. Aggiungere il succo di mela e poco per volta procedere con i restanti ingredienti: farine e spezie varie, amalgamando bene. Il composto dovrà comunque rimanere abbastanza acquoso e non troppo asciutto.


Scaldare l'olio e procedere alla cottura delle frittelle. Prendete una "cucchiaiata" bella piena del composto, lasciatela cadere nell'olio bollente, dopo qualche istante schiacciatela e rigiratela su se stessa. Cuocete 3-4 minuti per lato. In una grossa pentola dovrebbero starci 4- 5 frittelle circa per volta. Una volta cotte riponetele su una lavetta o un canovaccio affinché si assorba bene l'olio in eccesso.

Servitele calde accompagnate con della crema di Daikon (per vedere la ricetta guarda qui).

Ed ecco il risultato finale

giovedì 14 giugno 2012

Crema di Daikon



Per prima cosa chiedo umilmente venia a tutti - siete magicamente e sorprendentemente in tanti a seguirmi, grazie!! - se ultimamente ho un po' latitato. Luce ha assorbito tutto il mio tempo; frequenta il primo anno di asilo, ma tra feste di classe, feste della scuola, gare sportive e recite di fine anno...ho avuto pochissimo tempo da dedicare al mio bloggino. Ma bando alle ciance...ecco subito una ricettina veloce veloce dal sapore fresco e pungente.

Ingredienti:
- 340 gr di tofu al naturale
- 120 gr di maionese vegan
- 60 gr di latte di soia
- 1 cucchiaino di succo limone
- 1 Cucchiaio di aceto di mele
- 1/2 cucchiaino di sale marino
- 1/2 cucchiaino di pepe nero
- 1 cucchiaino di timo
- 2 spicchi d'aglio
- 80-100 gr di Daikon
- 1 cucchiaino olio oliva

Ingredienti 1
Ingredienti 2

Ingredienti 3
Daikon
Lavare e pelare il Daikon. Tagliarlo a rondelle abbastanza sottili - ma non troppo -.
Scaldare l'olio a fuoco medio, versarci il Daikon e farlo indorare leggermente.


Aggiungere l'aglio precedentemente tagliato a fettine e farlo cuore il tempo di...tre respiri ;) Spegnete il fuoco, versare in un recipiente a parte e lasciare riposare per 10-15 minuti. Una volta raffreddato versarlo nel mixer ed unirvi tutti gli altri ingredienti.


Frullare il tutto fino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa. Mettere in frigorifero fino al momento di servire. Può accompagnare verdure, secondi piatti in generale (purché vegan ;) o essere gustata da sola su fettine di pane nero tostato.



mercoledì 6 giugno 2012

Polpette di riso alla crema di taccole e cocco


Questa è un'altra ricetta insegnatami dalla mia amica Tess, (vedi il post in cui parlo di lei). Confesso di averla preparata diverse volte e non mi è mai venuta uguale. Il problema di base è che non ho le dosi di nessuno degli ingredienti - facile no? - perché lei la fa ad occhi chiusi. Vi dico subito che il gusto finale è dato principalmente dai seguenti ingredienti: taccole, cocco e zenzero. A seconda delle proporzioni quindi, uno di questi sapori avrà la meglio sugli altri. Ma nel caso in cui le indovinaste tutte, credetemi...avrete ben speso il vostro tempo a starci sveglie di notte ;) Ma nooooo, dai, scherzo! Comunque sia sarà un successo. E poi...mica potrei proporvi qualcosa di così difficile, no? Pronte?? Via!!


Ingredienti:
- Taccole
- Sedano
- Zenzero
- Latte di cocco
- Scaglie di cocco
- Foglie di menta
- Erba cipollina
- Timo
- Pepe nero macinato
- Sale
- Burro di soia
- Riso basmati

Per prima cosa procedete nel lavare le taccole.


Tagliate le due estremità e con la punta del coltello togliete i due filamenti da ambo i lati come nella foto seguente.


Tagliatele a tocchetti piccoli.


Procedete poi a lavare e tagliare un gambo di sedano.


Per lo zenzero, secondo me, bastano davvero due o tre fettine sottili private della buccia e sciacquate sotto l'acqua.


Versate il latte di cocco in una grossa pentola.


Aggiungete dell'acqua per renderlo più liquido, poi versatevi dentro taccole, sedano e zenzero.


Fate cuocere per circa 15-20 minuti e sul finire aggiungete menta, erba cipollina, timo, pepe e sale.


Continuate la cottura per altri due o tre minuti e poi togliete dal fuoco. Frullate grossolanamente con un frullatore ad immersione. In un'altra pentola fate sciogliere una noce di burro di soia.


Procedete con la tostatura del riso.


Poco per volta versateci sopra la crema di taccole (che dovrà risultare abbastanza liquida), rimestate in continuazione e ripetete l'operazione più volte durante tutto il tempo di cottura (20 minuti circa). Al termine della cottura il riso dovrà risultare asciutto e al dente, tenetene quindi conto durante la precedente operazione, aggiungendo un po' di acqua calda nel caso ce ne sia bisogno o lasciando inutilizzata parte della crema.
Una volta pronto il riso, lasciate riposare per qualche minuto.

Poi buttateci dentro un po' di cocco in scaglie.


Mescolate per bene e procedete a formare delle polpette.
Servite sia a temperatura ambiente sia che dopo una breve riscaldatina nel forno.