lunedì 23 aprile 2012

Zuccherotti al cioccolato bianco vegan

Zuccherotti al cioccolato bianco vegan

Ho scoperto che esistono molte ricette per preparare il cioccolato bianco vegan. Il principio è bene o male lo stesso, si fa sciogliere del burro di cacao e dentro ci si incorpora...qualunque cosa purché sia dolce :) Sì, perché tanto - e dai, diciamolo ;), quello che da il colore bianco è il burro di cacao. Ho passato in rassegna davvero tante ricette e così ho scoperto che dentro, ci si può mettere dello zucchero a velo, il succo di agave, degli anacardi tritati, il latte di soia in polvere, la farina di mandorle...venghino signori venghino, ce n'è per tutti i gusti!!


Io - lo confesso - ho riadattato una ricettina scoperta sul sito americano della Peta. Riadattato perché la ricetta prevedeva dello zucchero a velo - che sappiamo essere sbiancato chimicamente e quindi, mmmmmmh, non mi sconfinferava più di tanto e del latte di soia in polvere industriale (che come ho già scritto nel mio precedente post, è reso solubile chimicamente e si trova solo negli USA). E poi, per dirla tutto, ho già fatto una fatica immane a trovare il burro di cacao (comprato da quell'anima santa di di mio marito nella cioccolateria Venchi dell'aeroporto)....insomma, ho preferito utilizzare degli ingrediente che avevo già a casa: zucchero di canna grezzo, latte di soia in polvere autoprodotto e dell'estratto di mandorle veramente superbo portatomi, sempre da mio marito, da un viaggio in America.

Il risultato finale? Giuro che non saprei come descriverlo! Appena assaggi un cioccolatino senti come una sensazione di dolce, dolcissimo, dolcissimissimo e poi, mentre lo mastichi...ecco...ti sembra di avere sulla lingua un cioccobiscottogranuloso alle mandorle...dolcissimo, ma tanto tanto davvero! E Vegan ;)

Comunque sia ho voluto ribattezzare questa ricetta in: "zuccherotti al cioccolato bianco vegan". Ci può stare? Ma sì, dai!! :)
Ok, prendete carta e penna che si parte:

50 gr di burro di cacao
70 gr di zucchero di canna grezzo fine
1 cucchiaino di estratto di mandorle
1 pizzichino di sale rosa

burro di cacao
Fate sciogliere a bagno maria il burro di cacao.



Mentre si scioglie - rigirando di tanto in tanto - versate in un grossa ciotola tutti gli ingredienti rimanente e mischiateli per bene.


Quando il burro di cacao si sarà sciolto completamente, versatelo nella ciotola ed amalgamate bene. Con un cucchiaio riempite gli stampini per il ghiaccio.


Riponete nel congelatore per un paio d'ore.
Et voilà!


**Per la ricetta dell'originale Cioccolato Bianco Vegan cliccate qua**








domenica 22 aprile 2012

Latte di soia in polvere fatto in casa (NON PER LATTANTI!)

Latte di soia in polvere autoprodotto

A volte capita che io e la mia allegra famigliola ci allontaniamo da casa per qualche giorno. Il classico weekend lungo. Quella "vacanzuola" troppo breve per portarsi appresso certe derrate alimentari, ma troppo lungo per non portarsene altre. Sto parlando, nello specifico, del latte di soia per la colazione (la mia!). Quel latte vegetale che non sei certa di trovare nella pensioncina tanto carina di Pietra Santa....e quello che non ti puoi portare dietro in formato liquido, (magari mezzo incominciato) perché pensi che andrebbe a male nel caldo del portabagagli della macchina. A voi non è mai capitata una situazione del genere? Se sì, spero che questo post faccia al caso vostro :)
Latte di soia in polvere: questa è la soluzione!

Premetto subito una importante considerazione: 
Questo latte in polvere autoprodotto non ha nulla a che vedere coi i latti vegetali per i lattanti, quindi, NON USATELO IN TAL SENSO!!!

Detto questo, voglio raccontarvi un po' di cosine che ho scoperto qui e là facendo una piccola ricerca.
Il latte di soia in polvere destinato ad un uso alimentare (quindi non per lattanti) esiste negli USA, ma è assolutamente inesistente in Europa - non chiedetemi il perché -.
Potete acquistarlo in Internet su diversi siti, per esempio qui o qui, ma vi costerà un botto e poi...non saprete mai con esattezza di cosa è composto. Vi dico questo perché il vero latte di soia in polvere (quello fatto in casa) non potrà mai - ripeto, mai - essere completamente solubile, mentre quello made in USA lo è. Misteriosamente, ci aggiungerei io.

Comunque sia, il latte di soia in polvere autoprodotto potrete usarlo sia quale ingrediente di quale ricetta (a breve posterò quella del cioccolato bianco vegan :) o sciolto nell'acqua quale sostituto del latte di soia liquido. In questo secondo caso sappiate che è poco solubile e che prima di berlo andrà fatto sedimentare per qualche istante sul fondo della tazza.
Una volta ottenuto, si conserva in un barattolo di vetro ben chiuso per qualche giorno (non troppi eh..!!)
Pronti??
Partenza!

A
- Versate la soia (foto A e B) in una pentola di acqua fredda, coprire, accendete il fuoco e lasciate sobbollire qualche istante. Mi raccomando, sobbollire, non bollire! Bastano davvero pochi minuti.

B
-Spegnete il fuoco, versate in un colapasta e lasciate raffreddare sotto l'acqua corrente. Dopo di ché, sfregate energicamente con entrambe le mani la soia. Come per incanto la pellicina esterna si staccherà dai semi. (Foto C e D)

C
D

-Rimettete il tutto in un tegame (o grosso recipiente) e riempite di acqua fino all'orlo. Vedrete le pellicine esterne salire a galla e i semi rimanere sul fondo. Rovesciate lentamente l'acqua in un recipiente, le pellicine scivoleranno via con l'acqua (FOTO E). Ripetete l'operazione più e più volte, finché le pellicine non ci saranno più!

E

-Nella foto F, ecco i semi tutti belli puliti e privi di pellicine.

F

-Rivestite una larga teglia con uno strofinaccio pulito e sopra disponetevi i semi di soia (foto G). Da questo momento andranno fatti asciugare e seccare all'aria e al sole per ben due giorni.

G

-Trascorsi i due giorni, i vostri semi saranno pronti per essere tostati. Metteteli in una pentola a fuoco bassissimo per 15 minuti circa rigirandoli spesso. Attenzione a non farli bruciare! Trascorsi 15 minuti lasciateli raffreddare su un piatto.


-Ora i vostri semi, tostati e raffreddati, sono pronti per essere tritati nel mixer. (Foto H) Fate in modo di tritarli il più finemente possibile.

H

-Come ultimo passaggio, passateli nel setaccio. Ne ricaverete una polvere sottile (foto I). Quello che non passa nel setaccio...datelo agli uccellini sul balcone :)

I

-Ed ecco il vostro latte di soia in polvere!! Potrete utilizzarlo mischiando qualche cucchiaino nell'acqua - fredda o calda - lasciando sedimentare sul fondo (foto L) o come ingrediente per qualche ricetta.

L

-Si conserva per 4-5 giorni, in un barattolino di vetro ben chiuso.


giovedì 19 aprile 2012

Torta di couscous

Torta di Couscous

1 tazza di couscous
1 tazza e mezza di succo di mela al naturale
1/2 tazza di uvetta
1/2 tazza di mandorle sgusciate
1 vasetto di marmellata di fragole senza zucchero aggiunto
2 cucchiai di crema di mandorle
1 cucchiaio di malto di riso
5 cucchiai di latte di riso
un pizzico di sale fino rosa
2 cucchiai di cocco in scaglie
tratta da "Ricette da favola per bimbi sani e mamme in gamba"

Questa è una ricetta veloce veloce ed è molto semplice da fare. Come spesso accade, mi sono trovata con un ingrediente da smaltire (del couscous che non mi decidevo a cucinare) e per usarlo...ho dovuto andare a fare la spesa e comprare molti altri ingredienti di cui, invece, ero sprovvista.


Tutti gli ingredienti

Versate il succo di mela in una pentola, aggiungete il sale e l'uvetta. Portate ad ebollizione, dopo di che spegnete il fuoco, versate il couscous, coprite con un coperchio e lasciate riposare per 15 minuti. Preparate la farcitura mescolando la crema di mandorle, il malto, il latte vegetale e mettete da parte. Triturate grossolanamente - o finemente, dipende dai gusti - le mandorle. Se avete un mortaio - come il mio - vi avverto che dovrete faticare non poco, ma farlo a mano da graaaaandeeee soddisfazione :)

Prima....

....dopo!

Aggiungete le mandorle al couscous ed amalgamate bene.

Mette metà del composto così ottenuto  in una teglia e pressate molto bene (io l'ho fatto con le mani, ma potete utilizzare il dorso di un cucchiaio). Cospargete con la farcitura e poi versateci sopra la rimanente parte del couscous. Pressate ancora e poi ricoprite con la marmellata di fragole (io ho usato tutto il vasetto, ma potete usarne anche di meno).

Riponete in frigorifero per almeno 2 ore e servite guarnendola con le scaglie di cocco.

Il risultato è strabiliante, il dolce - naturale - delle fragole contrasta con l'amarostico delle mandorle.
Facile, veloce e...vegan!!

lunedì 16 aprile 2012

Di ritorno dalla Cerimonia del Tè

Luce in braccio alla padrona di casa


Mi sento molto emozionata nello scrivere questo post, ma mi viene anche un pò da ridere perché una volta guardai un video su Youtube dove la protagonista - vegan - esordì dicendo "Sarò molto breve perché devo uscire" e io pensai: "Scusa, ma allora non potevi girarlo in un altro momento?". Ecco, oggi mi trovo nella sua stessa situazione :) Devo uscire, ma non vedevo l'ora di mettermi al computer per condividere con voi questa bellissima esperienza!
Ieri, insieme a mio marito, abbiamo portato Luce ad una Cerimonia del Tè. E' stato bellissimo!!
Io non lo sapevo, ma sui Navigli (una zona molto bohemien di Milano), al piano interrato di una deliziosa casa di ringhiera, c'è un piccolo, piccolissimo angolo di Giappone. E' un minuscolo appartamentino (oserei quasi dire: una stanza), dove si tengono lezioni di Cerimonia del Tè.


Il cortile interno

L'appuntamento era per le 18, pioveva ed eravamo in ritardo:( Abbiamo percorso gli ultimi metri di corsa, Alfonso teneva Luce in braccio che a sua volta era tutta indaffarata a tenere ben dritto il suo ombellino rosa di Hello Kitty. Non sapevamo esattamente dove fosse il posto e per di più, su entrambe le sponde del Naviglio, c'era un brulicante mercatino dei fiori. Tutto d'un tratto, all'ingresso di un portone di legno, si materializza una bellissima e sorridentissima Geisha, con tanto di ombrellino colorato. Ci stavano aspettando :D


Siamo quindi entrati nel mini-appartamento, abbiamo tolto le scarpe e ci siamo seduti su dei futon. I posti erano limitatissimi, 6, e noi tre ci siamo messi in prima fila. E' stato davvero magico! Abbiamo assistito a questa cerimonia dove, in pratica, viene simulata l'accoglienza della padrona di casa (una donna giapponese vestita con un bellissimo kimono) nei confronti di due ospiti. La donna ha servito il Tè in un cerimoniale incredibile dall'atmosfera trascendentale. Ogni gesto è ponderato, studiato e tutto ha un significato: i numerosi inchini, la posizione delle mani, l'ordine dei gesti e degli oggetti utilizzati. L'occorrente per la preparazione del Tè viene disposto sul futon in un ordine prestabilito e nulla va sprecato, vengono recuperate persino le gocce di condensa sul coperchio dell'acqua che bolle. Gli ospiti devono dichiarare in che ordine vogliono essere serviti ("mi servo prima io", "io ti faccio da compagnia"...), insomma, potrei andare avanti per ore nel cercare di descrivere tutto, ma credo che nulla valga come viverlo dal vero.
Luce è stata bravissima tutto il tempo, ma al termine della Cerimonia (quando potevamo porre ogni genere di domanda), ha pensato bene di cimentarsi in una esibizione senza fine di "rumorosissimo salto in lungo" sui futon e quindi, da un verso ero tutta attenta alle spiegazioni che mi davano e dall'altro, facevo l'impossibile perché non atterrasse nel bel mezzo del bracere :(

Il bracere "invernale", interrato nel futon

Questo è, in breve, quello che ho imparato sul tè verde e sulla Cerimonia del Tè:

- per i giapponesi, il tè che vendono nei negozi da noi, sia esso pregiatissimo e biologico, equivale ad un insulso vino in cartone :(

- da quello che ho capito se lo fanno spedire direttamente dal Giappone

- il vero tè verde è in foglie macinate a pietra e (udite udite) si conserva in freezer (giuro che non lo sapevo) e una volta usato, in frigorifero.

- qualunque altro tipo di tè che non sia conservato in questo modo non va bene, ma se glielo offrono, lo bevono lo stesso "per educazione".

- il loro tè è molto molto denso ed una volta preparato ha una consistenza schiumosa - come la crema del nostro cappuccino

- Si prepara infatti con una specie di frustino che va sbattuto velocemente.

- alcuni tè sono così densi che si "spalmano" nella tazza come fosse una pasta elastica.

- i tè non vanno assolutamente zuccherati e dato che talune volte risultano amari, prima di berli è consigliato mangiare un pasticcino (vegan!!!) che addolcisce la bocca.

- prima i pasticcini e poi il tè, mai le due cose assieme.

- esistono diverse varietà di tè verde e la loro purezza dipende (come per i nostri vini) dal tipo di coltivazione, dal ceppo utilizzato, dal fatto che si utilizzino le foglie prese sulla cima della pianta o quelle in basso. Mano a mano che si scende dall'alto, il tè sarà più amaro e meno pregiato.

- nelle Cerimonie del Tè non esistono ceti sociali, tutti si è uguali.

- alcune Cerimonie durano un giorno intero, ma sono così pregne di riti e gesti arcaici, che persino alcuni giapponesi più esperti non le saprebbero fare

- gli unici fiori ammessi ad abbellire la stanza della Cerimonia del Tè, sono fiori selvatici, raccolti manualmente dalla padrona di casa

- il bracere per scaldare il tè d'inverno è collocato "all'interno" del pavimento, in primavera viene rialzato. Il passaggio da una collocazione all'altra viene "festeggiato" da una piccola cerimonia.

- le Cerimonie del Tè possono essere fatte per diversi motivi che spaziano dall'apertura di un nuovo "pacchetto" di tè all'omaggiare il ricordo di qualche defunto.


due ospiti che si inchinano

Ecco qui tutto quello che son riuscita a scrivere!!

Ci tenevo tanto a condividerlo con voi :D

venerdì 13 aprile 2012

Vitamina B12. E' davvero necessario integrarla? Pare di sì.

La mia confezione di B12




E' da tanto che volevo scrivere questo post, ma non essendo io un medico, per tanto tempo mi sono sentita combattuta. Poi però, mi ritrovavo a leggere tante informazioni contrastanti fra loro, più che altro in blog e siti vegan e quindi, oggi, ho voluto dire la mia, per l'esperienza - seppur molto modesta - che ho, ma soprattutto per le informazioni che ho appreso durante le mie visite nutrizionali da quella che io - ma non solo io - considero la Guru della scienza vegana a livello internazionale. La mitica Dott.ssa De Petris!!





Nei miei primi post, scrivevo infatti che chi intende avvicinarsi al regime alimentare vegan, se intende farlo coscientemente, in modo sano e sensato e senza arrecare carenze al proprio organismo, non solo deve documentarsi davvero, ma davvero, ma davvero bene...ma è opportuno che si rechi - almeno qualche volta - da un vero esperto, da un medico, da un nutrizionista vegan. Ciò che vi sto scrivendo è ciò che mi ha spiegato lei alla mia prima visita.

La B12 è una vitamina sintetizzata da alcuni tipi di batteri che colonizzano (sarebbe meglio dire...colonizzavano) le superfici delle piante, delle verdure, della frutta, dell'erba etc etc. (alimenti mangiati dagli animali che quindi la conterranno nelle loro carni e la trasmetteranno nel loro latte e nei vari derivati) è fondamentale per il nostro organismo soprattutto per il nostro sistema nervoso (e per tante altre cose che vi spiegherà meglio il vostro medico :)

Questo batterio si trovava nella terra ed era sufficiente (molti, moooooltiiiiii anni fa), mangiare dell'insalata (faccio un esempio stupido) o delle carote ripulite grossolanamente dalla terra che le ricopriva (insomma, niente acqua e amuchina come si vede nella pubblicità in TV, bastava una semplice ed energica "scrollata" ;) e questo era sufficiente per far sì che il nostro organismo l'assumesse. La B12 è infatti altamente solubile e a contatto con l'acqua....ops....scivola via (questo in soldoni). Ovviamente, di rimando, si trovava anche nel latte delle mucche che mangiavano l'erba colonizzata dal batterio, nei vari formaggi, carni etc etc.  Tutto questo, ora, non è più possibile, cioè...non in modo del tutto naturale. Colpa dello smog, dei fertilizzanti, della nostra mania di lavare, sterilizzare, disinfettare tutto ciò che portiamo alla bocca...tutto questo ha fatto sì che l'allegro "batterio-sintetizzatore-felice-di-B12" si sia estinto - o quasi - come i dinosauri. Non che si sia proprio estinto, eh! Diciamo che qualche rarissimo esemplare è stato avvistato vagare solitario, alla ricerca di un simil-batterio per accoppiarsi :)

Insomma, la B12 sintetizzata da questo ormai rarissimo batterio è davvero minima, minimissima, (minerrima??) ed assolutamente insufficiente al fabbisogno umano. Ecco perché allevatori ed agricoltori sono corsi ai ripari (leggasi qualche riga più avanti in che modo hanno aggirato il problema*).

Avevo letto da qualche parte che qualche impavido vegan, dopo aver lavorato al suo orto, rimaneva per qualche giorno senza lavarsi le mani asserendo che questo gli era sufficiente (non chiedetemi come) per colonizzare i suoi palmi col felice-batterio-della-B12. Ho anche letto che i germogli (soprattutto quelli dell'erba alfa-alfa) sono habitat ideale per il ripopolamento del batterio, ma la De Petris, l'ho confesso, si è fatta due sonore e grasse risate in ambedue i casi. Insomma, non c'è davvero verso. La B12 deve essere assunta o come integratore o con qualche alimento "rafforzato" che quindi la contenga di sintesi. 


*Mi ha anche spiegato che la quasi totalità degli agricoltori (e quindi anche bio!!!), sono costretti a spruzzare la B12 con degli idranti, sull'erba che mangeranno le loro mucche. Sì, è un po' triste...ma pare non ci sia alternativa :(


Tutto questo per concludere che gli onnivori - o i vegetariani - di riffa o di raffa riescono comunque ad assumere la B12 negli alimenti che mangiano, ma per i vegani è vita davvero dura!

Se c'è qualcuno in ascolto che ha esperienze diverse, si faccia avanti. Ben venga il confronto e lo scambio di esperienze!

mercoledì 11 aprile 2012

Giocare sotto la pioggia. Ma perché non lo fa mai nessuno?

I bambini adorano giocare sotto la pioggia

L'ho scritto in diversi post e lo ribadisco ora. La natura e il mondo che c'è lì fuori - siano essi un incontaminato bosco di montagna o un giardinetto di città - sono per me il richiamo più forte e meraviglioso che esista. Fortunatamente non credo che questa mia passione sia fra quelle da "trasmettere" alla mia bambina, perché tutti i bimbi ce l'hanno di "default", una sorta di microchip impiantato nel cuore al momento della nascita (ma credo anche prima ;).

Luce

Chi non ricorda quanto era bello saltare dentro le pozzanghere? Alzare gli occhi al cielo e tirare fuori la lingua per assaggiare la pioggia? Insomma, con che cuore potrei privare Luce di tutto questo?? Naaaaaaa!! Ok, premetto che Luce frequenta una scuola inglese e non una Steineriana - dove, si sa,  il rapporto con la natura è incentivato, spronato e studiato - ma sapete cosa credo? Che c'è davvero bisogno di una scuola o di una metodologia interdisciplinare per dire: "Fuori piove, che bello!!! Vestiamoci e usciamo"??? Assolutamente no!
Insomma, i bambini una volta grandi, non ricorderanno - o lo faranno solo marginalmente - che i propri genitori avranno assolto i loro bisogni materiali (cura delle malattie, taglio delle unghiette, cappellino in testa quando c'è il sole, ecco...mi avete capito no?), ma ricorderanno le EMOZIONI che essi saranno stati in grado di fargli provare, siano esse belle o brutte. Provate a chiudere gli occhi e a guardatevi indietro. Non è così anche per voi?

L'altalena è tutta per noi! Il parco giochi è deserto :(
Questa mattina diluviava, ma diluviava per davvero. L'asilo di Luce riaprirà fra una settimana. Quale occasione migliore per uscire io e lei, coprirci per bene e andare a giocare come due matte sotto la pioggia? Ho tirato fuori dall'armadio una "tuta-antipioggia" che le avevo comprato diversi mesi fa (l'ho comprata su internet su questo sito, ma credo che si possano trovare anche in Italia, in qualche negozio ben fornito). Niente a che vedere con le tute da neve, questa non tiene caldo, copre "solo" (sorprendentemente bene) dalla pioggia. Sotto, ovviamente, l'ho coperta a sufficienza, non troppo altrimenti suda e poi è peggio, stivaletti, cappellino sotto il cappuccio e......pronti, partenza, viaaaa!!!

La salopette antipioggia

I laccetti si fanno passare sotto gli stivaletti

Una volta arrivate ai giardinetti è stato un tripudio di corse, scivoli, altalene, salti nelle pozzanghere e matte risate. Tutto questo sotto una pioggia torrenziale. Intorno a noi?? Il deserto :(

Scendeeee la pioggiaaa ma che faaa??
Siamo state un'oretta bella e buona e dopo ho dovuto inventarmi mille scuse e mille storielle per portarla via di là. Se domani pioverà, ci torneremo ancora :)
E poi...tutti a casa, a mangiarsi un bel piattone di pasta condito con olio, aglio, un pizzico di gomasio e battuto di basilico! (la verità è che sono rimasta col frigo vuoto, dovrò fare la spesa!)

Felice Luce...e felice anche la sua mamma!










venerdì 6 aprile 2012

Rimanere Vegan in viaggio. Di ritorno dalla Thailandia.

Affrontare un lunghissimo viaggio di quasi 9.000 km - con figlioletta duenne al seguito - e rimanere pura vegana dall'andata al ritorno. Si può? Ma certo che sì! Basta organizzarsi.

Eccomi cari amici, no, non sono sparita. Gli eventi della vita mi hanno portata dall'altra parte del mondo per un certo periodo di tempo. E' successo tutto all'improvviso e in men che non si dica...passaporto, bagagli e via andare.
Confesso di aver appreso la notizia di questo "viaggio" un po' troppo alla leggera e di essermi organizzata veramente all'ultimo minuto - ovviamente questo discorso non vale per il mio super organizzatissimo maritocarnivoro - .

Ad una mamma vegana che viaggia con la su famigliola, bastano davvero pochi accorgimenti per sentirsi "al sicuro" ....o almeno...inizialmente!
I pochi capisaldi sono: prenotare dei pasti vegan sull'aereo, trovare al volo una pietanza vegan per la figlioletta nel limitato tempo dello scalo previsto (senza perdere la coincidenza) e portarsi appresso una borsa BOB per il sostentamento (o sopravvivenza???) della principessina -quasi vegana- di casa, da tenere sempre con sé e proteggere a costo di farsi amputare un braccio.


Pasto Veg sul volo per Bangkok


Luce che assaggia il mio TiramisùVeg sotto lo sguardo perplesso del papà-carnivoro
Aeroporto di Amsterdam. Luce mangia un nudelsuppe  aspettando il prossimo imbarco.


Nella borsa ho infilato un barattolo di Gomasio, uno di semi di lino, un paio di pastina di Kamut e della pasta integrale. Non troppa roba, tanto li venderanno anche là, no? "Ma certo!! La Thailandia esporta Kamut e pastina macinata a pietra in tutto il mondo!!" questa la risposta scema di mio marito-carnivoro.

Insomma, avrei mille cose da dirvi e raccontarvi su questo viaggio e su questo paese, la dolcezza della gente, la bellezza del paesaggio, e...ahimè, (per quel che ho visto io), il non-rispetto per gli animali :( Poi, se qualcuno ha esperienze differenti dalle mie, ben vengano rettifiche o delucidazioni!

Vi dico solo alcune cose:
- Credo di aver capito che i Thailandesi si nutrano prevalentemente di polli e maiali - oltre che di riso, pesce e verdure speziatissime.

La tristissima immagine di un maiale cucinato per strada
Cucinano ovunque e mangiano a qualsiasi ora del giorno o della notte. Da loro, infatti, i nostri orari canonici dei pasti non sono previsti. Mangiano tendenzialmente ogni 3 ore (hanno cercato di spiegarmi che mangiando quasi esclusivamente riso, questo fa si che i picchi glicemici siano pressoché nulli provocando, quindi, un costante senso di non-sazietà da supplire in continuazione) e in ogni dove. Li ho visti mangiare col piatto appoggiato al misuratore fiscale del supermarket con la gente in fila per pagare la spesa, sul bancone dello sportello di una banca tra un cambio in dollari e l'altro, seduti a terra per strada, persino appoggiati ad una seggiolina "apparecchiata" dentro una boutique di moda con le clienti che si provano i vestiti.
-Non hanno grandissima considerazione degli animali (ho visto scene raccappriccianti in una riserva di elefanti - tristissimi! - a Koh Samui)

Il mio volto tristissimo allo spettacolo degli elefanti. 
Guardate questo sguardo.... 
Col "pungolo" bene in vista 
La proboscide di un elefante non è fatta per sopportare il peso del suo corpo 
Sempre col "pungolo", è ridotto a clown... 
....a giocatore di calcio... 
...inconsapevole partecipante di tiro alla fune!
Questa è la foto più triste in assoluto. Un cucciolo e la sua mamma. Guardate come è legata lei, nemmeno un metro di corda, praticamente impossibilitata a muoversi.

Che dire, sarò stata sfortunata io ad aver visto certe scene, forse i Thailandesi sono gli animalisti migliori del mondo ed io non l'ho percepito....spero di cuore di avere l'occasione per conoscere meglio questo popolo e questo paese.

Comunque sia, sono tornata :) Sono felice e non vedo l'ora di riaggiornare presto il mio blog!!!